ALBERGO LOCANDA RISTORANTE MEZZO SOLDO
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Le recensioni della testata Mondadori Antiquariato

La Locanda Ristorante Mezzosoldo è stata inserita nella testata Antiquariato della Mondadori

Numero 238 Febbraio 2001 - ARTE ANTICA, ARTI DECORATIVE, CULTURA, COLLEZIONISMO

RISCOPRIRE ATMOSFERE ANTICHE TRA LE MONTAGNE TRENTINE

La sala delle prime colazioni. Sul tavolo juponnèe una smerlatura di licheni e muschi sulla tovaglia in canapa tessuta a telaio ai primi del '900 dalle donne della Val Rendena: sedie in nocciolo.

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Alla locanda del Mezzosoldo a Spiazzo Rendena, in provincia di Trento, si possono riscoprire gusti e sapori del passato. Grazie all'iniziativa del titolare, la locanda ha ripercorso le tradizioni della cucina del territorio.

Questa splendida ex stazione di posta si trova in via Nazionale 196 ed è aperta dal 30 giugno al 10 settembre e dall'inizio di dicembre fino a Pasqua. Chi volesse prenotare una stanza in questa suggestiva locanda, può farlo telefonando al numero 0465-801067.

Ma il Mezzosoldo merita una visita anche per il bellissimo ristorante, premiato da una stella Michelin e amatissimo dagli appassionati di una cucina fedele alla tradizione e capace di grandi ricercatezze (come l'utilizzo dell'aglio ursino e del mugòlio).

LE ANTICHE TRADIZIONI DELLA LOCANDA

(di Gabriele Lorenzi - fotografie di Susy Mezzanotte e di Edoardo Pallavicini)

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Quasi un viaggio nel passato. Tra erbe officinali e sapori che non si conoscono più. Mobili Biedermeier e ritratti di famiglia raccontano una storia fatta di ospitalità secolare e radici gastronomiche. Tra le montagne trentine, poco distante da Madonna di Campiglio, sorge il Mezzosoldo, vecchia stazione di posta con alloggio. Dove, ancora oggi, i "pellegrini stanchi possono riposarsi d'estate e d'inverno.

Una collezione di olle da burro trentine, in terracotta smaltata della seconda metà dell'800 (vi si riponeva il burro prima dell'avvento del frigorifero), ospita trionfi di frutta, erbe officinali peperoncini e verdura. Le pareti sono ricoperte da un'antica boiserie in abete.

Composizione con ceri bacche e muschio

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Lungo la strada che attraverso le Giudicarie sale fino a Madonna di Campiglio, una tradizione intessuta di ospitalità secolare, di antiche radici gastronomiche e di cultura autoctona, ha saputo reinventarsi secondo nuove passioni, tracciando itinerari e ispirazioni diversi e lontani, una ricerca profonda e costante. La storia del Mezzosoldo, vecchia stazione di posta con alloggio che sorge in posizione dominante sulla valle e sul bianco-azzurro metallico del ghiacciaio del Caré Alto a Spiazzo Rendena, un borgo denso di memorie ancestrali, data ad oltre un secolo fa, nel 1897, quando il bisnonno dell'attuale proprietario, Miradio Lorenzi, commerciante di legnami e formaggi,ne apriva i battenti con la moglie Romana. Una cucina di base povera, locale, legata all'avvicendarsi stagionale e alle disponibilità del territorio fece ben presto la fortuna della locanda, stabilendo una linea ideale che con qualche variante tre generazioni di Lorenzi hanno tenacemente mantenuto fino a oggi.

Ma alla fine degli anni Settanta, mentre imperavano le raffinatezze distillate dalla nouvelle cuisine, che doveva imprimere al Mezzosoldo una svolta decisiva, ripercorrendo i rami della tradizione e della cucina di territorio, sovvertendo con alchemico entusiasmo il prezioso ricettario di famiglia. Ed ecco riavere un senso le erbe più rare e inconsuete, funghi ed essenze..

Scorcio della sala Biedermeier; spiccano la stufa della manifattura Bormioli, 1820, il ritratto Boemo della prima metà dell'800 e il tappeto tibetano Khaden

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.. arboree, trionfare il "radicchio dell'orso" (l'aglio ursino) che richiede ore di cammino al bordo dei nevai, giungere in tavola vecchie e introvabili varietà di frutta barocca, bacche selvatiche, un bouquet di formaggi di capra stagionati in grotta, il pane fatto in casa. Ma nella formula che costituisce lo charìne del Mezzosoldo si impone la magia dell'ambiente, una scenografia che esalta la rappresentazione gastronomica con luci filtrate, atmosfere, segni e simboli, tessuti e colori insoliti, ..

armadio a muro con antico vasellame della locanda

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..con una gemimültichkeit soffusa e imprendibile. Nulla sembra lasciato al caso, ma
tutto si è composto naturalmente, per una sorta di stratigrafia mirabile che si delinea sopra la ridefinizione degli spazi originari del vecchio edificio, senza eccessi filologici, senza neppure stravolgerne certe caratteristiche démodé, certi saporosi difetti dello stabile. La vera passione della proprietaria è l'Oriente, specie quello impervio e geloso delle valli tibetane, quello del Kashmir e di certe aree inaccessibili in Nepal, quello delle grandi catene montuose asiatiche. Non si contano i suoi viaggi laggiù e nemmeno le sfaccettature del suo collezionismo, entro i cui confini rientrano ricami fastosi e geometrie di tappeti tibetani, .

..gioielli di varie etnie, una falange di corni da polvere, bauli in lacca e scultura. E l'Oriente irrompe con forza nelle sale del Mezzosoldo, mescolandosi ai biondi arredi Biedermeier, alle boiserie d'abete e cirmolo delle stube, alle cassapanche di noce, ai trofei e ai Lari rassicuranti dei ritratti familiari. Con un'esperienza di antiquaria alle spalle e forte di un'irreprensibile facoltà di scelta, Eleonora osa percorsi personali, un amalgama dove si sposano i canaponi tessuti al telaio in passato dalle donne della valle con le iniziatiche trame d'Oriente, il modernariato americàno e il design di Mollino, cristalli Jugendstil, argenti Secondo Impero, gli anni Settanta del secolo appena concluso. Alla morbida luce di una selva di ceri e candele, si illuminano i meravigliosi scialli del Kashmir, erbe officinali, ghirlande di licheni, ikebana di fiori montani. Grandi stufe a olle in ceramica neoclassiche si stagliano sui mandala e sulle peonie dei tappeti tibetani, il marmo rosso di Trento si accosta agli arcolai cambogiani, alle celebrazioni dei fasti asburgici, alla pittura sacra settecentesca tirolese, agli ampi tavoli conviviali del XVIII secolo. Suggestioni e segni di mondi e civiltà lontani in ogni senso dialogano appieno, disegnano un cosmo sospeso,
appagante, un territorio devoluto all'armonia, fondato su associazioni sottili e sorprendenti, su un'ostinata, spiazzante capacità di far vivere ancora il sogno nel reale.


 
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Editoriale giorgio mondadori